CATECHESI

tenuta da Daniela Giorla

“IL CARISMA della CONSOLAZIONE

Ogni carisma contriibuiisce allll’’edificazione del Regno

Isaia 40, 1: Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio.

Quando pensiamo ai carismi, forse seguendo l’invito dell’esortazione di Paolo,

pensiamo ed aspiriamo a quelli più grandi e più visibili. Ritengo che come le

diverse parti di un grande corpo mistico concorrono alla sua vita piena,

dobbiamo credere che ogni carisma ha una valenza determinante nella nostra

vita ed nel nostro cammino, al fine dell’incontro dell’Amore di Dio, senza

ignorare che diventa parte attiva nell’edificazione del Regno, dove siamo

coinvolti come mattoni vivi. Quando dico siamo, non intendo escludere

proprio nessuno, perché ognuno di noi è stato pensato dall’Amore del Padre

fin dall’eternità, per essere chiamato, per vivere la condizione di prodigio e

compierne a sua volta nella propria vita.

Una testiimonianza dii concretezza:: il Samariitano

Matteo 11,,2: Venite a me, voi tutti che siete stanchi ed oppressi, e io

vi darò ristoro.

Mentre cercavo di comprendere cosa possiamo intendere per consolazione,

mi sono trovata a pensare ad un barbone in inverno, fuori all’aperto.

Ho valutato il fatto che, anche se gli si dona del denaro, è sì cosa buona, ma

non è quello che gli dà vero conforto, mentre lo può essere invece un bevanda

calda, insieme ad un sorriso ed a una casa che lo accoglie… proprio come

all’uomo accolto dal Samaritano (Luca 10,, 25-37).

In questa Parabola si rende visibile, l’efficacia della consolazione. Dopo avere

accolto il malcapitato, il Samaritano lo porta in una locanda, perchè trovi

ristoro nel corpo e nell’anima, per riprendere successivamente il suo viaggio.

Consolazione è quindi un intervento per dare sollievo ad una persona,

innanzitutto dal punto di vista morale.

Tre caratteriistiiche dii chii dona iill propriio cariisma

Per questo il Signore, riconosce principalmente tre caratteristiche al

depositario e non proprietario del carisma:

1. uno sguardo capace di vedere con il cuore, permettendo così di

raggiungere il fratello nel disagio profondo, che sta vivendo;

2. dono di ascolto, in grado di comprendere non sempre necessariamente

in modo razionale, qual è il grido profondo del cuore in difficoltà;

3. cancellazione di ogni spirito di giudizio, in quanto l’accoglienza

deve arrivare dal cuore, attraverso la compassione.

Dare sollievo,, seguendo l’esempio di Gesù

Isaia 30,19 : Popolo di Sion che abiti in Gerusalemme, tu non dovrai

più piangere; a un tuo grido di supplica ti farà grazia; appena

udrà, ti darà risposta.

Si ripete qui la dinamica dell’intervento amorevole di una madre, che a un

leggero vagito del figlio, attraverso la comunione del cuore, ne sa riconoscere

immediatamente il bisogno da soddisfare, calmando l’ansia che il bisogno

procura e donando pace.

Il carisma di consolazione si esprime proprio nell’atto di dare sollievo alla

persona per un dolore spirituale, morale o fisico, arrivando come una sorta di

pronto soccorso, che, attraverso lo Spirito Santo, si dona come un balsamo

che concede conforto, proprio come l’azione di un farmaco, ridando

immediatamente al bisognoso, gioia, pace, rifugio e sollievo. Quel conforto

non è solo pieno della forza dell’Amore della persona che sostiene, ma della

Grazia Divina, che, per mezzo dello Spirito Consolatore, dona una forza

capace di rimettere nello stesso momento, nel quale si riceve, vigore e

speranza, visualizzando che ciò che viene donato, sono proprio i frutti dello

Spirito: Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza,

benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” Galati 5, 22.

La persona in difficoltà, riempita dallo Spirito Santo riacquista forza vitale,

perché è rivestita proprio dall’Amore del Padre “la vita era la luce degli

uomini”, che riaccende in lei nel momento della prova, una speranza, che

non delude, attraverso il conforto l’incoraggiamento o l’esortazione.

Tutto avviene semplicemente, se agiamo, come ha agito Gesù: quindi

presenti nel mondo, con lo sguardo attento di chi ama ciò che osserva. Infatti,

questo ministero attinge forza proprio dal Vangelo, Unica vera Buona

Novella, che riporta ognuno di noi nella giusta Via, che conduce alla Verità di

ogni individuo.

Beatii gli affliti……

Matteo 5,4 :“Beati gli afflitti perché saranno consolati”

Mentre medito questa Parola, mi vengono i brividi. Sono riconosciuti beati

addirittura coloro che sono afflitti, assolutamente non perché stanno vivendo

un disagio, ma perché, attraverso questa via, in quanto abbassati dalla

difficoltà nelle loro certezze, come Zaccheo, accolgono Gesù che vuole

entrare in casa loro.

Luca 19,, 5:: Zaccheo, presto, vieni giù, perché oggi devo fermarmi

in casa tua.

Come la casa di Zaccheo diventa luogo di salvezza, per l’incontro con l’Amato,

anche noi dobbiamo renderci capaci di cogliere quella fragolina, che non ci

viene negata in qualsiasi momento della nostra vita, frutto d’Amore di

Gesù, che è venuto a cercare e salvare ciò che era perduto. Luca 19,, 10..

Gesù consolla ii suoii ffiigllii

Mi vedo nel cuore quella meravigliosa immagine di Gesù, che abbraccia e

consola noi, Suoi figli, proprio nel momento in cui il nostro cuore è squartato,

aperto dal dolore. Lì la Sua Presenza d’Amore ci può raggiungere, in quelle

profondità, in quelle stanze segrete, nelle quali altrimenti non avrebbe avuto

possibilità di entrare. Chi si mette a servizio attraverso la compassione,

godendo nella consolazione dell’altro, la Pienezza dell’Amore di Gesù, vive la

grazia della sua Presenza viva.

Come una sorta di imbarcazione, andiamo quindi con la forza e la delicatezza

dello Spirito Santo, a raggiungere il fratello, per proporgli di traghettarlo

all’altra via, quella della Vita nuova, che lo porta fuori dal suo “mare”.

Nell’esperienza di combattimento spirituale, siamo lontani da ogni timore,

perchè sappiamo di essere più che vincitori, in virtù della Parola di Dio che

garantisce questo.

Presenze posiitiive

Impariamo man mano a dare ragione della nostra speranza

(1Pietro 3, 15), con discrezione dolcezza e rispetto, istruiti dall’Alto nel

riconoscere sia il momento, sia il modo opportuno, attraverso lo spirito di

discernimento, che non dimentica mai i punti di riferimento essenziali, tra cui

la libertà donata ad ognuno di noi, che ci consente di accogliere, ma anche di

rifiutare.

Deve essere tutto alimentato dal fuoco dello Spirito che ravviva in noi

l’entusiasmo di mostrare ad ogni figlio di Dio, l’Amore del quale abbiamo

fatto esperienza nella nostra vita: gratuitamente avete ricevuto,

gratuitamente date….proclamando attraverso la nostra presenza, che

Gesù è il Signore, diventando “presenze positive” in mezzo agli uomini, come

angeli incarnati.

Troviamo la forza necessaria per operare, dalla perseveranza nella fede, che si

alimenta semplicemente dall’Amore che risponde all’Amore, costruendo man

mano un rapporto personale con Dio Padre, in Cristo. Affrontiamo ogni

giorno la fatica del restare saldi nella fede, attraverso la richiesta continua di

Spirito Santo, che come abbiamo detto è Spirito Consolatore che concede

senza misura abbondanza di Grazia, riversata nei cuori che lo richiedono,

rendendoli capaci di essere Luce che richiama alla fede coloro che sono nelle

tenebre.

Lo Spirito Consollatore

Giiovani 14,, 16-17 “Pregherò il Padre ed Egli vi darà un altro

Consolatore, perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di

verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e

non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi

e sarà in voi.”

Ogni Parola proclamata diventa con l’unzione dello Spirito efficace,

prendendo forma nei cuori, tanto da convincere ogni figlio che è il prediletto

del Padre, sentendosi così speciale, da avere la forza di affrontare ogni cosa.

Daniele 10,,19: E mi disse: «Non temere, uomo prediletto, pace a te,

riprendi forza, rinfrancati». Mentre egli parlava con me, io mi

sentii ritornare le forze e dissi: «Parli il mio signore perché tu mi

hai ridato forza».

Fiinalità e tipi di consollaziione

Come ricorda Sant’Ignazio, la finalità della consolazione spirituale non è solo

di rallegrare o fortificare l’anima, ma soprattutto di guidarla alla Verità e al

bene, confermarla nelle sue decisioni, per permetterle di procedere nel

servizio di Dio che è il riprendere in mano la nostra vita.

Si distinguono tre tipi di consolazione:

a) intellettuale, che comunica una nuova chiarezza interiore;

b) affettiva, che fa sperimentare al cuore gioia e pace

c) sostanziale, capace di resistere nella fede anche quando non si sente

nulla.

La consolazione distingue sempre fra peccato e peccatore, restituendo così

all’uomo ogni sua dignità, capace di ridonargli quella forza, che lo porta di

nuovo a camminare nella stima, ma soprattutto nella convinzione di un Dio

che lo ama incondizionatamente e desidera incontrarlo in quanto Padre!

 

 

Parola da meditare

2 Corinzi 2-7

Grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo. Sia

benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e

Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra tribolazione

perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in qualsiasi

genere di afflizione con la consolazione con cui siamo consolati noi stessi da

Dio. Infatti, come abbondano le sofferenze di Cristo in noi, così, per mezzo di

Cristo, abbonda anche la nostra consolazione. Quando siamo tribolati, è per

la vostra consolazione e salvezza; quando siamo confortati, è per la vostra

consolazione, la quale si dimostra nel sopportare con forza le medesime

sofferenze che anche noi sopportiamo. La nostra speranza nei vostri

riguardi è ben salda, convinti che come siete partecipi delle sofferenze così lo

siete anche della consolazione.

 

 

 

 

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