IL PROGETTO CARITATIVO-MISSIONARIO su rai 1 alle 9 il giorno di Natale

DCF 1.0

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pluriennale per la parrocchia di Casale: 

 

Ogni anno al Caritas Baby Hospital vengono curati più di 38.000 bambini.

Questa moderna struttura accoglie tutti i bambini, indipendentemente da religione, nazionalità ed estrazione sociale,

così che nessuno di loro debba “partire” svantaggiato.

Domenica 20 dicembre s’è aperto ufficialmente il progetto MISSIONE BETLEMME.

E’ possibile aderire alle ADOZIONI / SOSTEGNO A DISTANZA con un contributo volontario mensile o altre forme di aiuto, anche professionale.

Telefona in parrocchia o  VISITA IL SITO: www.aiuto-bambini-betlemme.it

La parrocchia dalla Pasqua 2015 aderisce al progetto di gemellaggio con il CARITAS BABY HOSPITAL di BETLEMME.

La Caritas parrocchiale propone queste iniziative:

– una percentuale del bilancio annuale parrocchiale verrà destinata a questa iniziativa;

– verrà favorita la comunicazione periodica del progetto gemellaggio mediante il bollettino parrocchiale e schede che verranno consegnate nelle famiglie.

– in questa casella verranno aggiornate le informazioni e immagini relative al progetto e le nostre attività.

 *** La parrocchia di Casale propone a tutti di valutare questo progetto, per assumerlo in maniera continuativa almeno per 5 anni.

 

COS’È il CARITAS BABY HOSPITAL

Il Caritas Baby Hospital di Betlemme sarà il protagonista della diretta di Natale, di Rai1.

La trasmissione “Uno Mattina”, ha previsto una doppia diretta, da piazza San Pietro e dalla Basilica della Natività di Betlemme, a partire dalle 9.

Il conduttore Franco Di Mare che si collegherà dalla città santa sarà affiancato da suor Lucia Corradin, una delle suore italiane che da anni lavorano all’ospedale pediatrico di Betlemme,

amica di Parma e alla quale molti parmigiani hanno fatto donazioni in questi anni.

 

Il Caritas Baby Hospital, infatti, è stato scelto come simbolo di pace e di salute, come luogo di speranza e di pacifica convivenza in una terra spesso percorsa dalla violenza. Suor Lucia nella sua diretta, racconterà la straordinaria normalità del Caritas, l’ospedale in cui vivono e lavorano, fianco a fianco, persone e professionisti di origine e religione diverse, accomunate dall’unico obiettivo: accogliere e curare ogni bambino, indipendentemente dal credo religioso, dall’etnia, dalle disponibilità economiche dei genitori.

Il Caritas Baby Hospital è orgoglio veneto e italiano: le suore, infatti, appartengono alle Elisabettine di Padova presenti all’ospedale pediatrico da 40 anni; suor Lucia è vicentina, originaria di Mason Vicentino, il Caritas è sostenuto direttamente da Aiuto Bambini Betlemme, l’associazione che ha sede a Bussolengo, in provincia di Verona, ma contributo e sostegno giungono da ogni parte d’Italia.

“La storia del Caritas Baby Hospital – racconta Luigi Vassanelli, presidente di Aiuto Bambini Betlemme – è intimamente legata a quella di Natale. Fu proprio la notte di Natale del 1952 che padre Ernst Schnydrig, il fondatore dell’ospedale, ebbe l’ispirazione di creare un luogo di cura per tutti quei bambini che ne erano privi. Da allora, da quella notte, l’ospedale non ha mai smesso di funzionare e di essere aperto a tutti i bambini”.

Aiuto Bambini Betlemme onlus è stata fondata nel 2005 a Verona dall’allora vescovo della città padre Flavio Roberto Carraro, dalla Caritas diocesana veronese e da alcuni volontari che si occupavano già da anni di sostenere il Caritas Baby Hospital.

Oggi l’ospedale pediatrico è diventato un’oasi di tranquillità e di pace per i piccoli e per le loro famiglie che vivono tra Betlemme ed Hebron: in quest’area abitano circa 300mila bambini

privi di una reale assistenza sanitaria.

Il “miracolo” del Caritas è che non gode di alcun sostegno pubblico. L’ospedale realizza le proprie attività e i propri progetti esclusivamente grazie a donazioni di privati, parrocchie e associazioni. In Italia, si occupa di promuoverne le attività e la raccolta fondi l’associazione Aiuto Bambini Betlemme. Gli italiani sono in prima fila per sostenere questo progetto di pace.

Ogni anno al Caritas Baby Hospital di Betlemme vengono curati circa 35.000 bambini. Questa struttura accoglie tutti i bambini, indipendentemente da religione, nazionalità ed estrazione sociale, così che nessuno di loro debba “partire” svantaggiato. Il gemellaggio con Casale viene suggerito e garantito dall’Ufficio missionario della Diocesi di Vicenza, come un’iniziativa ove sussiste reale e urgente necessità di aiuto. Il riferimento per la diocesi avviene attraverso sue suore elisabettine vicentine che operano all’interno dell’Ospedale, sr. Elisa Mezzaro e Sr. Lucia Corradin.

 

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   L’OSPEDALE PEDIATRICO

      Aiuto Bambini Betlemme

 

 

 

Aiuto Bambini Betlemme è un’organizzazione umanitaria internazionale di ispirazione cristiana che, per la propria attività di aiuto alle popolazioni in difficoltà della Terra Santa, ha come fondamento il Vangelo. Interviene a favore di bambini e madri garantendo loro un sostegno destinato a durare nel tempo e attento a tutte le dimensioni della persona.

Nel lavoro si tiene presente la realtà politica della Terra Santa moltiplicando i nostri sforzi per la giustizia sociale e per la pace. Principale impegno è quello di costruire ponti di solidarietà e di comprensione reciproca tra palestinesi ed ebrei.

Aiuto Bambini Betlemme si riconosce negli obiettivi voluti e vissuti da padre Ernst Schnydrig, fondatore del Caritas Baby Hospital. «Noi ci siamo» – è il motto che ci caratterizza, la nostra carta di identità. Infatti siamo presenti, con attività sociali e di utilità comune e diamo un contributo alla comprensione e alla pace tra i popoli e tra le varie religioni e confessioni presenti nella Terra Santa.

Aiuto Bambini Betlemme sostiene il Caritas Baby Hospital di Betlemme, partecipando alla realizzazione di progetti per bambini malati e socialmente svantaggiati, per le madri e le loro famiglie nella Terra Santa e intrattene stretti rapporti con istituzioni che perseguono obiettivi simili.

 

Aiuto Bambini Betlemme – obbiettivi: 

Aiuto Bambini Betlemme si propone di alleviare ed eliminare le situazioni di miseria e di difficoltà in cui versano tanti piccoli e tante madri tramite assistenza sanitaria, promozione dell’istruzione elementare di bambini e ragazzi e sostegno, in particolare alle donne, affinché si rendano il più autonome possibile.

 

FORME DI SOSTEGNO

Come finanziatori del Caritas Baby Hospital di Betlemme ci proponiamo di creare delle condizioni quadro adeguate per l’ospedale infantile affinché, come presidio sanitario principale, possa fornire il proprio servizio a piccoli e ragazzi.

Aiuto Bambini Betlemme considera la sua missione a Betlemme come segno di presenza cristiana nella Terra Santa e come testimonianza di fede.

Al centro della nostra opera vi è l’essere umano con la sua dignità, in particolare la tutela della vita umana. Il nostro impegno è rivolto a tutti i sofferenti e agli emarginati senza guardare alla nazionalità o alla religione. Tuttavia una particolare attenzione viene da noi riservata ai cristiani del luogo.

 

PER INFO VISITA IL SITO: www.aiuto-bambini-betlemme.it

Il tuo 5×1000 per i bambini di Betlemme anche direttamente da casa tua mediante donazione al:  CF 93177120230

 

 

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I bambini di Betlemme

Nella regione di Betlemme vivono circa 500.000 bambini.

Quando si ammalano, il Caritas Baby Hospital è il loro punto di riferimento. 

 

 

 

 

 

 

Cuore pulsante della struttura è il poliambulatorio, con la sua offerta sanitaria generale e con quella specifica, diretta, ad esempio, ai piccoli pazienti che soffrono di malattie dell’apparato respiratorio, disturbi dello sviluppo e malattie del ricambio. L’ambulatorio è ben conosciuto anche oltre i confini di Betlemme per il suo eccellente servizio Ecografie e Cardioecografie.

I reparti del Caritas Baby Hospital possono ospitare fino a 82 bambini in regime di degenza. Recentemente è stata creata l’Unità di Terapia Intensiva. L’ospedale è ben attrezzato anche per la gestione delle emergenze e il trattamento di piccoli pazienti in condizioni critiche.

Quando i bambini vengono ospedalizzati, nella loro cura vengono coinvolte anche le madri. Le assistenti che seguono queste donne utilizzano il periodo della loro permanenza in ospedale per istruirle. Nella Scuola per madri le donne imparano ad avere un approccio corretto verso i figli, in modo da preservarli da possibili ricadute nelle malattie per cui vengono curati. In Palestina non esiste un’altra struttura simile. Questa scuola è particolarmente importante per Aiuto Bambini Betlemme; essa rappresenta infatti uno strumento di aiuto alla prevenzione di malattie, destinato a durare nel tempo.

Durante la permanenza dei bambini al Caritas Baby Hospital, in aiuto alle madri arrivano anche le assistenti sociali, le quali spesso, insieme alle donne, trovano soluzioni per problemi familiari. A tal fine i servizi sociali lavorano in stretta collaborazione con altre istituzioni presenti sul territorio.

La Scuola per infermieri del Caritas Baby Hospital è un college che, con corsi della durata di due anni, forma giovani infermiere e operatori sanitari, che poi lavoreranno nella struttura o in qualche altro nosocomio della Regione.

Nel 1952 Ernst Schnydrig, sacerdote svizzero, il dott. Antoine Dabdoub, medico palestinese, e Hedwig Vetter, cittadina svizzera, hanno fondato, con un atto spontaneo, il Caritas Baby Hospital. Volevano che proprio nei luoghi in cui è nato Gesù a nessun bambino fosse più negata un’assistenza medica qualificata. La loro promessa “Noi ci siamo” continua ad essere mantenuta, a tutt’oggi, grazie all’opera delle sostenitrici e dei sostenitori di Aiuto Bambini Betlemme. Fino ad ora i bisognosi hanno potuto ricevere gratuitamente le cure di cui necessitavano. Da oltre 60 anni, nonostante le guerre, le occupazioni e i cambiamenti nei rapporti di forza, le porte del Caritas Baby Hospital continuano a rimanere aperte a tutti.

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MEDICI, VOLONTARI, INFERMIERI E

DUE SUORE VICENTINE A BETLEMME

 

 

 

 

 

 

 

11.02.2015 Suor Lucia Corradin è una delle quattro suore del Caritas Baby Hospital. Il suo compito è quello di occuparsi della qualità e della sicurezza, ma la sua vera passione è lo screening uditivo dei piccoli pazienti.

È durante un corso di aggiornamento in Italia che suor Lucia Corradin si è trovata ad affrontare il problema della sordità nei neonati e nei bambini piccoli. “Se fin dall’inizio il nervo uditivo non invia segnali al cervello, a risentirne non è solo lo sviluppo dell’udito e del linguaggio ma tutto il processo evolutivo infantile viene rallentato”, ci spiega suor Lucia. Spesso una grave sordità appare solo quando un bambino ha difficoltà di parola. Ma a quel punto è spesso troppo tardi. Ecco perché in molti Paesi già sui neonati viene eseguito un breve esame per testare la loro capacità uditiva. Suor Lucia ne era certa: un esame del genere serviva anche a Betlemme.

Nel 2006 la religiosa italiana aveva iniziato lo screening uditivo ai neonati e prematuri del reparto di Neonatologia. Inoltre ai bambini ricoverati in pediatria, portatori di uno o più fattori di rischio, come le infezioni virali in gravidanza, otiti medie ricorrenti, affetti da particolari malattie sindromatiche o sottoposti al respiratore consigliava di eseguire lo screening uditivo. Tuttavia, i genitori rispondevano spesso di no perché a prevalere era la paura di essere padre o madre di un bambino sordo. Ma suor Lucia non demordeva e riusciva a conquistare la loro fiducia. Successivamente sono stati proprio questi genitori a pubblicizzare nel loro ambiente l’importanza del test preventivo all’udito. “L’impegno delle madri è straordinario. Sono state loro infatti a riconoscere la grande utilità di questo esame” afferma suor Lucia. Quando durante lo screening si rileva un’anomalia, il neonato viene mandato dall’audiologo, il quale esegue accertamenti più approfonditi in modo da confermare l’ipoacusia e il livello di gravità aiutando il bambino con grande tempestività. I genitori sperimentano che il loro neonato e’ in grado di sentirli e di capirli. Partecipa fin dall’inizio alla vita e si sviluppa gradualmente. Un processo altamente emozionale.

Il Caritas Baby Hospital – un esempio luminoso
Nel corso degli anni, suor Lucia ha potenziato tali esami e ora è affiancata da due infermiere che offrono lo screening uditivo in tutti i reparti e nel poliambulatorio del Caritas Baby Hospital. La suora ha valutato i risultati scientifici dei test dal 2006 al 2013. Ed è giunta alla conclusione che il lavoro deve continuare. Il numero di genitori che in caso di test positivo si rifiutano di andare dall’audiologo è ancora piuttosto elevato. E l’elevata percentuale di bambini sordi in Palestina, ridotta al resto del mondo, non può essere ridotto solo con tale prassi. Suor Lucia ha già interpellato ’Autorità Palestinese affinché si interessi di assicurare questo screening preventivo uditivo su tutto il territorio. La religiosa non demorde e continuerà nella sua opera di sensibilizzazione. ”Sono convinta che sia una causa importante e che insieme miglioreremo la qualità della prevenzione e della cura e raggiungeremo i nostri obiettivi.”

 

 

 

 

Per info: Strada di Casale, 281 – 36100 Vicenza. Tel. 0444 504132 – mail: casale@parrocchia.vicenza.it.  Sito: parrocchiacasale.it

 

 

 

 

 

 

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