PERCORSI DELL’IDENTITA’

l percorso dell’identità giovanile oggi“, di Giancarlo De Nicolò (NPG 1985-5-4)

C’era una volta un’immagine chiara di «giovani», non necessariamente rassicurante, ma almeno definita, dai contorni ben evidenti. A costruire questa immagine ci pensavano (soprattutto) la società nel suo complesso, gli adulti, l’immaginazione collettiva da una parte, e le scienze sociali dall’altra: da queste due fonti derivavano interpretazioni, giudizi di valore sul mondo giovanile. Ma oggi quali «definizioni» sui giovani sono diffuse? partiamo da le interpretazioni legate alle immagini del «riflusso», e i giovani come «nuovi indifferenti», teoria emersa già dagli anni ‘80. Si sarebbe dunque passati dalla proposta dei “grandi valori” a una situazione in cui prevale lo sradicamento, lo scetticismo, un nuovo conformismo. Tale giudizio sarebbe condiviso non soltanto dagli adulti, particolarmente quelli che hanno impegni educativi, che in certo modo si sentono portatori e continuatori di un mondo ben fissato di valori e norme che sono stati i punti di riferimento della loro socializzazione, ma anche da quanti in un recente passato hanno vissuto e sperimentato forme di partecipazione e di militanza collettiva che oggi sembrano sconfessate o ritenute ormai inutili. Sarebbe dunque evidente la frattura tra l’esperienza di chi ha vissuto la contestazione e la speranza di mutamento, e la situazione di «stanca» sociale, di indifferenza, di nuovo consumismo, di individualismo che sembra oggi caratterizzare la condizione giovanile. Ma oggi appaioni infinite variabili di tipo soggettivo fra giovani e interessi nuovi di ricerca, come il problema dell’identità, degli orizzonti culturali, tutti ricercati “a breve termine” come un fast food da divorare rapidamente. La condizione giovanile non è unica, omogenea, indifferenziata. Diremmo che oggi non esiste LA condizione giovanile, ma una articolata, stratificata e differenziata realtà giovanile. Alle tradizionali differenziazioni di età, sesso, estrazione sociale, area geografica, tradizione culturale, sono infatti da aggiungere quelle relative alle diverse esperienze e itinerari dei giovani (nella scuola o nel lavoro, nell’uso del tempo, nella vita affettiva, nel rapporto con le altre istituzioni, nelle appartenenze di gruppo…), e quindi ai diversi percorsi di identità intrapresi.

Tentiamo di interpretare quali fenomeni sono i corso nel mondo giovanile? sono essenzialmente le seguenti:

– Giovani ai margini della società, isolati e neutralizzati, privati dei diritti sul piano della partecipazione e del potere.

Le conseguenze più rilevanti per i giovani stessi sono, oltre all’esclusione, l’interiorizzazione stessa della «cultura dell’emarginazione»;

– la frammentarietà, letta come venir meno di una coscienza collettiva e come segmentazione del tessuto individuale, dovute soprattutto al fenomeno della perdita del centro e alla crisi dei processi di socializzazione;

– la eccedenza delle opportunità: la società complessa permetterebbe la opportunità di percorrere itinerari diversificati di realizzazione, di moltiplicare le esperienze, nell’assunzione di un modello di identità flessibile e mobile. Il campo tuttavia in cui i giovani ricercano la loro realizzazione, diventa oggi quello ristretto delle esperienze personali e delle relazioni micro-sociali, in una specie di «adattamento» alle soluzioni possibili e realizzabili.